«Vi è abbastanza luce per quanti non desiderano altro che vedere
e abbastanza oscurità per chi ha una disposizione contraria»
(Blaise Pascal)

News

Sezione Biblica


«Dopo queste cose, io vidi, ed ecco una porta aperta nel cielo, e la prima voce che avevo udito parlare con me come una tromba disse: "Sali quassù e ti mostrerò le cose che devono avvenire dopo queste"» (Apocalisse 4:1). Nel 1983, il mio incontro con le Sacre Scritture (Bibbia ebraica e Nuovo Testamento) è stato la svolta radicale della mia vita. Una porta, spiritualmente parlando, mi si è aperta nel cielo, come scriveva l'apostolo Giovanni: non un'esperienza per pochi iniziati, sia chiaro, ma quanto succede a chiunque incontri la Parola di Dio e ne coltivi lo studio e la pratica con amore, pur con gli umani limiti. Tutte le nostre prospettive cambiano, quando nasce la fede in Dio per mezzo della sua Parola; ma l'impegno del vero credente, lungi dall'essere una fuga fatta in preda a un male inteso misticismo, si rivolge dapprima alla propria anima e poi al mondo per accogliere in se stesso e riversare verso gli altri le benedizioni di quella «fonte d'acqua che zampilla in vita eterna»di cui parlava Gesù (Giovanni 4:14, 7:38). Dal 1984 scrivo articoli su riviste bibliche [...]

Sezione Storica

Da buono storico Valerio Marchi non si stacca dalle fonti mai: in ogni sua pagina vi sono precisi riferimenti ai documenti o ai giornali presi in considerazione. Questo suo metodo estremamente rigoroso offre un quadro di riferimento molto vivace, che ci permette di vivere gli avvenimenti narrati come se fossero contemporanei a noi. In questo ultimo libro che raccoglie, riunisce e integra molto opportunamente alcuni contributi su Elio Morpurgo, il «sindaco ebreo», l'autore tocca un tema di grande interesse: il destino e le contraddizioni di un ebreo italiano che fu sindaco di Udine, deputato, sottosegretario di Stato e senatore, che aderì al fascismo e che fu brutalmente assassinato dai nazifascismi nel 1944. In questa parabola quasi emblematica ci sono molte delle caratteristiche tipiche degli ebrei tra Ottocento e Novecento: il loro entusiasmo, l'inserimento riuscito nella società che li circondava, il loro successo, la loro colpevole adesione al fascismo, il tradimento, la morte... Temi forse più adatti ad una tragedia greca piuttosto che ad un ritratto di storia civile e sociale. Riccardo Calimani

Sezione Poetica


Nel Lachete di Platone Socrate, dialogando, ragiona sulla definizione di "coraggio"; a un certo punto, dice: «Senz'altro è coraggioso il soldato che descrivi, che resta al suo posto e combatte contro i nemici». «Io almeno credo», risponde Lachete. E Socrate, ancora: «Anch'io lo credo. Ma che dire di quell'altro che abbandona il posto ma combatte contro i nemici mentre fugge?». «Mentre fugge?», domanda sorpreso Lachete. «;Sì, come gli Sciti, per esempio, di cui si dice che combattono fuggendo non meno bene che mentre avanzano». Ecco, per me la poesia è un atto di coraggio che richiama alla mente quella antica popolazione nomade di eccellenti guerrieri e arcieri a cavallo. La poesia è fuga di fronte al nemico, ossia contro tutte le brutture di questo mondo, comprese quelle che stanno dentro noi stessi;ma, se i suoi dardi (i versi) sono adoperati con la destrezza e la strategia degli Sciti, può essere un combattimento pieno di ardimento, una via alternativa a quelle comuni, un'ancora di salvezza nei molti frangenti della vita. Il biologo Henri Laborit, poi, nel suo Elogio della fuga, ha scritto del veliero che [...]