La mia fede

«Dopo queste cose, io vidi, ed ecco una porta aperta nel cielo, e la prima voce che avevo udito parlare con me come una tromba disse: "Sali quassù e ti mostrerò le cose che devono avvenire dopo queste"» (Apocalisse 4:1). Nel 1983, il mio incontro con le Sacre Scritture (Bibbia ebraica e Nuovo Testamento) è stato la svolta radicale della mia vita. Una porta, spiritualmente parlando, mi si è aperta nel cielo, come scriveva l'apostolo Giovanni: non un'esperienza per pochi iniziati, sia chiaro, ma quanto succede a chiunque incontri la Parola di Dio e ne coltivi lo studio e la pratica con amore, pur con gli umani limiti. Tutte le nostre prospettive cambiano, quando nasce la fede in Dio per mezzo della sua Parola; ma l'impegno del vero credente, lungi dall'essere una fuga fatta in preda a un male inteso misticismo, si rivolge dapprima alla propria anima e poi al mondo, per accogliere in se stesso e riversare verso gli altri le benedizioni di quella «fonte d'acqua che zampilla in vita eterna»di cui parlava Gesù (Giovanni 4:14, 7:38).
Dal 1984 scrivo articoli su riviste bibliche (anche estere) a circolazione interna per varie comunità religiose e studi esegetici su tematiche bibliche. Qualche esempio di questi ultimi: Una speranza viva (Prima lettera di Pietro);L'arca di Noè, Sodoma e Gomorra; Il Vangelo del Regno di Dio (Marco); La Chiesa di Cristo. Sedici lezioni; Un uomo nuovo (Colossesi); La speranza d'Israele; Le parole di Gesù; L'imposizione delle mani nella Bibbia; La vera unità della fede; Incontrare Gesù; La Passione di Cristo. Considerazioni sul film di Mel Gibson, Una Bibbia lacerata? Riflessioni sull'integrità e autorità della Bibbia; È risorto!; Gli "ultimi" giorni di Gesù; La Chiesa di Cristo: due studi schematici. Tengo periodicamente, in questi ambiti, conferenze in varie parti di Italia e all'estero. Nelle mie poesie è costantemente spesso presente la dimensione religiosa.

MADRIGALE

Insegnaci, o Signore,
a capire chi siamo,
insegnaci a capire che si muore,
aiutaci a capire chi non siamo.
Prima che i monti fossero, e le stelle,
Tu sei, da sempre e per sempre; Tu sei
e vegli i passi miei,
perchè sono un ribelle.
E sei da sempre l'unico riparo,
mentre mi sento un baro
che senza trucchi e senza carte implora:
"Giochiamo ancora un'ora!".
Tritati da millenni
che sono solo sogni,
ci consumiamo in fretta - in pochi anni:
insegnaci a contare i nostri giorni.
E me ne volo via come un vapore,
e mi dileguo percependo l'ira
e il vuoto che mi attira,
se muoio senza Amore.
Rallegrami, ti prego, in proporzione
a tutta l'afflizione
che atterra la fiducia nel domani:
rafforza le mie mani!

IL PASSAGGIO

Non incontri per sempre lo sguardo
di chi sfiora il tuo fianco.
Non ti sfugga il momento, non farti
maltrattare dal tempo.
Prendi al volo la luce del volto
che domani è già spento.
Non lasciarti sfuggire l'eterno
del passaggio di un uomo.

LA TELA

Dove vado, dove vado o Signore,
dove vado? Convincimi a fidarmi,
aiutami a non ostacolarti,
a non tirarmi indietro, a non cercare
di far di me ciò che non vuoi ch'io sia.
Dimmi chi sono, dimmelo Signore!
Fammi intuire l'ordito della tela
che punto dopo punto si compone
fra mani che non possono vedere:
quel che ti chiedo è solo un fotogramma,
una fugace traccia del totale
che dia conforto all'oggi del domani...

PREGHIERA DEL SOFFERENTE

Fa' che io sprema il frutto del dolore,
assaporando il succo del conforto
che trovo in Te, soffrendo come soffro,
mentre attraverso la Valle del Pianto
per trasformarla in limpida sorgente
d'acqua, che viva scivola sul capo
e irrora il viso, il cuore, queste membra
inaridite, povere di forza,
capaci solo d'implorare il Cielo,
da sempre in lotta contro tutto e niente.