“Concepito tra i profumi dei cipressi”
Leonardo da Vinci, storia di un uomo
Abbazia di Rosazzo (UD), 2022
Udine, 2025
Pasian di Prato (UD), 2025
Genio assoluto, si usa dire. Addirittura «Celeste», scrisse Vasari. Attenzione, però, a non perdere tutta l’umanità di Leonardo, perché la sua vicenda umana viene spesso relegata in secondo piano: anche lui, stupefacente talento naturale, doveva applicarsi e orientarsi con metodo, fatica, perseveranza, persino ostinazione, nel crogiuolo di tutti gli invalicabili limiti dell’umano.
Ecco allora gli sforzi titanici, la ricerca metodica che si fa non di rado ossessiva, la «curiosità ardente» ma anche «deliziosamente fanatica» (W. Isaacson), i successi e i cedimenti, il senso di meraviglia per il creato e la curiosità insaziabile per tutto: una curiosità creativa e talora dispersiva, fra armonizzazione e inconcludenza, sfumato e quadratura del cerchio, amore per il particolare e per la conoscenza onnicomprensiva, osservazione e immaginazione, specializzazione e approccio olistico, con la tendenza ad accavallare le cose più diverse. Il tutto tra ideali e pragmatismo, delicatezza e mancanza di scrupoli, generosità e piccolezze, coraggio e opportunismo, complessi e spregiudicatezza, e poi l’enigmatica sessualità, l’anelito alla tranquillità e la smisurata ambizione, il lavoro solitario e in comunità, la leggerezza e la cupezza, le visioni oniriche oppure apocalittiche, la spensieratezza e l’angoscia….
Luci e ombre che, proprio come avviene con la sua pittura, tracciano un limite indefinito, inafferrabile, ma proprio per questo provocatorio e attraente, perché «Leonardo dipinge con l’ombra ciò che tutti gli altri dipingono con il colore» (A. Forcellino).

