CATASTROFICO TERREMOTO IN FRIULI
Le prime e le altre scosse nel racconto del Messaggero Veneto
Ronchi dei Legionari (GO), 2026
Udine, 2026
C’era una volta, mezzo secolo fa, un mondo di carta minacciato in modo ancora solo parziale e iniziale dalle pervasive novità tecnologiche che avrebbero conquistato la scena nei decenni successivi: un mondo di carta che oggi, divenuto un pezzo della nostra storia, riesce ancora a raccontare il terremoto del 1976 in Friuli tanto a chi lo visse personalmente, quanto a chi, più giovane, può solo sentirlo raccontare.
Consultato giorno dopo giorno, quel mondo di carta restituisce a modo suo l’affanno, la paura, la sofferenza, il respiro, la reazione, la fierezza della gente colpita, e poi lo sconcerto, i momenti di crisi, i propositi di riscatto e di rinascita, l’operosità incessante di tanti, conferendo una dimensione dignitosa, privata, non urlata, al dolore più intimo della gente friulana.
Basta avere un po’ di pazienza per cercare, sfogliare, facendo attenzione a non sbriciolare la povera pagina che talora va a pezzetti solo a toccarla: titoli, fotografie, articoli senza pretesa alcuna di perfezione, è chiaro… Eppure, la loro imperfezione aiuta forse a capire più di tanta finta perfezione moderna. Ed ecco allora riapparire, tra le migliaia di storie, fatti e volti che sono lì, che non se ne sono mai andati, per cercare di capire chi eravamo e per farci domandare chi siamo oggi.
Una rievocazione fatta di parole, con momenti di cronaca ma anche di riflessione e di note musicali, si inserisce così nell’ampio contenitore delle iniziative per il 50° dal tremendo sisma con la fiducia di potere aggiungere un contributo originale e sentito, intessuto di informazioni ed emozioni.

