MAKEBA

Cervignano del Friuli, 2026

Udine, 2026

Dopo i ritratti di John Coltrane e Nina Simone, ecco ora, sempre fra musica, parole e immagini, quello di Miriam Makeba, figura affascinante ed emblematica del Novecento. È sorprendente quante cose straordinarie sia riuscita fare questa donna in apparenza fragile come un usignolo usando la sua voce, paragonata proprio a quella di un usignolo, che disse: «Chi potrà mai sottometterci fintanto che avremo la nostra musica?». In esilio per oltre trent’anni dal suo Sud Africa e protagonista di una vita al tempo stesso entusiasmante e sofferta, Makeba, tra glorie artistiche e drammi personali, ha lottato in tante parti del mondo, senza mai fermarsi, per la libertà: sia contro il brutale sistema di apartheid sudafricano sia contro ogni forma di colonialismo, razzismo, discriminazione e sopraffazione, rimanendo sempre dalla parte degli ultimi, per dare voce – la sua incredibile voce – a chi voce non poteva avere. Divenne così “Mama Africa”, per l’impegno, il calore e il coraggio che era capace di trasmettere al suo popolo, ma non soltanto al suo popolo. Si realizza dunque anche questa nuova tappa di un progetto (in collaborazione con Euritmica e Kappa Vu) che, fra musica e storia, riporta alla luce e alla memoria figure straordinarie nel mondo della musica del ’900 collocate, con diverse gradazioni, nella vasta famiglia del jazz contemporaneo. Circa il principio ispiratore, possiamo rifarci a Miriam stessa, la quale affermava di non fare politica, ma di limitarsi a cantare la verità; con l’avvertenza che se poi la verità diventava politica, non poteva farci niente.